Social e intelligenza artificiale per stanare chi evade le tasse. Cosa c’è di vero? Nulla. La storia dei controlli dell’Agenzia delle Entrate tramite IA e tecniche di data scraping diffusa da alcuni siti di informazione è falsa. In una nota il Fisco ha chiarito di non aver mai usato strumenti simili, a partire dal fantomatico sistema Vera, in realtà inesistente.

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse17–05–2012 Roma

Social e intelligenza artificiale usati dal Fisco per stanare chi evade le tasse. Tool informatici utilizzati per recuperare i dati dei contribuenti, controllare i loro conti corrente e confrontare in un attimo se quello che dichiarano coincide effettivamente con ciò che possiedono. Cosa c'è di vero? Nulla. La storia dei controlli dell'Agenzia delle Entrate tramite IA e tecniche di data scraping è falsa. A smentirla è proprio l'ente che, con una nota diffusa poco fa, ha chiarito di non aver mai utilizzato strumenti simili, a partire dal fantomatico sistema Vera, in realtà inesistente.

Nelle ultime ore si erano diffuse online alcune notizie che raccontavano l'intenzione dell'Agenzia di rafforzare le proprie verifiche, basandosi su tecniche di data scarping, ovvero l'estrazione non autorizzata di dati da siti web e social media, per controllare i contribuenti e beccare gli evasori. Un sistema che avrebbe consentito di incrociare i dati in possesso del Fisco e quelli invece disponibili online e tramite cui riscontrare eventuali incongruenze. Secondo le ipotesi riportate da alcuni siti d'informazione, nel caso in cui fossero emerse anomalie nel confronto tra quanto dichiarato al Fisco e lo stile di vita mostrato online dal contribuente su social, siti di e-commerce e piattaforme, sarebbe scattato l'accertamento. Il tutto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.