Uno strumento utile, forse perfino irrinunciabile, che però non si sostituirà mai del tutto ai funzionari in carne e ossa. Il ruolo dell'Ai può essere sintetizzato con una frase: "Non vi sarà mai un avviso di accertamento emesso da un algoritmo". A pronunciarla è stato Vincenzo Carbone, direttore dell'Agenzia delle Entrate, che ha spiegato in che modo l'intelligenza artificiale viene usata per i controlli fiscali al Festival del lavoro.L'Ai a supporto dei controlli fiscaliLe linee guida erano state messe già nero su bianco nel "piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio" pubblicato lo scorso 16 gennaio. Nel testo l'Agenzia spiegava di voler aumentare il numero e la qualità dei controlli anche facendo ricorso a "tecniche di intelligenza artificiale, quali il machine learning, il text mining e il network analysis" con l'obiettivo di scovare i contribuenti infedeli. In che modo? In sostanza l'Ai permette di setacciare le grandi banche dati incrociando fatture elettroniche, corrispettivi, conti, e dichiarazioni fiscali per selezionare i profili più a rischio.Carbone: "L'Ai è utile a mettere insieme i dati, ma deve essere governata"Carbone però ha assicurato che il controllo umano non verrà mai meno. "Non dobbiamo aver paura dell'avanzamento della tecnologia" ha detto il direttore delle Entrate ospite del festival in corso a Roma. "L'intelligenza artificiale è utile, è molto utile, ma è utile a fare che cosa? È utile a mettere insieme dei dati che, riservandoli invece all'essere umano, ci metteremmo un tempo molto più ampio per ottenere quei risultati. Ma l'intelligenza artificiale non deve governare l'azione dell'Agenzia delle Entrate, bensì deve essere governata dall'Agenzia delle Entrate. Non vi sarà mai un avviso di accertamento emesso da un algoritmo. Bensì ci sarà invece l'esame da parte del funzionario dell'Agenzia delle Entrate del risultato dato dall'algoritmo"."Noi quest'anno abbiamo presentato i dati dell'Agenzia" ha proseguito Carbone, "abbiamo detto che abbiamo incrementato il valore dei rimborsi erogati dall'Agenzia di oltre 2 miliardi. Abbiamo aumentato il numero dei rimborsi e allo stesso tempo abbiamo ridotto il numero dei giorni necessari per operare il rimborso. Questo è stato possibile anche grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale, cioè a mettere insieme quei dati, come dicevo prima, in un tempo velocissimo. Però all'esito di questi dati c'è stato l'esame del funzionario. Il funzionario ha valutato se effettivamente c'erano i presupposti per riconoscere il rimborso oppure se non c'erano quei presupposti".Carbone ha poi sottolineato che l'Agenzia si è già data le sue regole interne sull'uso dell'Ai. "Vivaddio l'intelligenza artificiale laddove ci supporta. Ma ripeto, tutti quanti stiamo tranquilli. Anzi, l'Agenzia delle Entrate si è data una propria policy interna all'indomani della promulgazione della legge sull'intelligenza artificiale, addirittura più restrittiva di quello che consente la legge sull'intelligenza artificiale la 132 del 2025. Quindi vivaddio, l'intelligenza artificiale - ha concluso - , ma ci sarà sempre un funzionario dell'Agenzia a esaminare, a valutare il risultato dato da un algoritmo".
L'Agenzia delle Entrate usa l'Ai per i controlli: "Ma nessun accertamento arriverà da un algoritmo"
Il direttore delle Entrate Vincenzo Carbone: "Ci aiuta a mettere insieme i dati in un tempo velocissimo", ma poi "c'è sempre l'esame del funzionario"










