Chissà com’è, mi vengono in mente solo imprecazioni in tedesco. Dunque, vediamo se ho capito l’andazzo all’indomani del referendum, vinto dal fronte antifascista che anni fa coniò l’indimenticabile slogan “Intercettateci tutti”, con la collaborazione del fronte un po’ meno antifascista del cappio agitato in parlamento. C’è un governo che prova a trasformare gli avvocati d’ufficio dei migranti in Inoffizielle Mitarbeiter, o collaboratori informali, com’erano chiamati nella Repubblica Democratica Tedesca i legali che riferivano in segreto all’onniveggente ministero per la sicurezza dello Stato. Ci sono reti televisive nazionali che mettono in piazza le conversazioni confidenziali fra un avvocato e il suo assistito, il condannato di Garlasco, infischiandosene allegramente dell’Anwaltsgeheimnis, il segreto professionale che garantirebbe almeno sulla Carta – quella salvata dai partigiani del No alla riforma Nordio – l’inviolabilità della difesa. Ci sono, a quanto pare, Wanzen (o cimici) piazzate nella casa circondariale di Capanne, a Perugia, e Spionagekameras nelle aule del tribunale di Napoli, sempre per monitorare i difensori durante i colloqui con i loro clienti. Ci sono infine organi di stampa che compilano Operative Personenkontrolle, noti anche come dossieraggi, sulle opinioni, le affiliazioni politiche, le fotografie e i post di Facebook del legale di Salim el Koudri, l’attentatore di Modena. Davanti a tutto questo, lo confesso, mi sale il Trapattoni, quello dello sfogo in tedesco maccheronico punteggiato di Strunz! (che però era il cognome di un centrocampista del Bayern). Ma tutti gli Strunz! che vorrei gridare preferisco tenermeli dentro, al costo di diventare paonazzo, senza offrirli imprudentemente alle cimici in ascolto. Meglio essere accorti, nell’Italia del 2026: l’anno in cui, mentre speravamo di tirar fuori lo Stasi, ci mettemmo in casa la Stasi.