Trovo molto educativo l’atteggiamento del docente che ha deciso di non denunciare gli alunni dai quali è stato aggredito, pur di non risultare diseducativo. In un’intervista al Corriere, il docente se la prende non tanto con i teppisti quanto col ministro dell’istruzione, il quale pure non è intervenuto nella baruffa, almeno a giudicare dal video che gli stessi alunni hanno con tanta solerzia girato e diffuso; eppure dalla ricostruzione del docente pare sia colpa di Valditara, il quale sarebbe “incompetente” per aver detto anni fa, parlando a braccio a margine di un analogo episodio di bullismo verso insegnanti, che “l’umiliazione è un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità”.La scelta di non denunciare gli aggressori è un atto oltremodo educativo da parte del docente, poiché ci istruisce riguardo al fatto che, se nella scuola italiana abbondano casi del genere, si riesce sempre a trovare un colpevole astratto in un nemico ideologico; si riesce sempre a negare la responsabilità individuale trincerandosi dietro problemi generici; non si riesce a pensare che, a furia di abbuonare punizioni ai ragazzi, si fabbricano adulti che faranno leva sull’impunità; non si riesce nemmeno a capire che, se l’approccio pedagogico progressivamente lassista degli ultimi decenni ha causato un peggioramento tanto delle capacità degli alunni quanto della loro condotta, si tratta con ogni evidenza di un approccio errato. I miei alunni sanno che benissimo che, nel caso, li denuncerei; proprio per questo nessuno di loro credo abbia in animo di menarmi. Ciò ci garantisce da anni una convivenza più che gioiosa, e pazienza se mi trovano diseducativo.