Genova – Si può definire senza dubbio la peggior fermata dell’autobus in tutta Genova. Aspettare un mezzo a Gramsci 1/Metrò Darsena significa assistere a scene di vita che sembrano uscite dalle pagine di Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Solo che non sono più gli anni Settanta e non è l’eroina il problema: la piaga sociale è il crack, “che è anche peggio: ecco come si vive tra gli zombie, noi ci viviamo tutti i giorni”, commenta una commerciante della via. Il Secolo XIX da mesi ormai racconta di questo enorme dramma quotidiano. A ogni ora del giorno, le scene sono di compravendita di crack e consumo in strada. La Polizia Locale ha intensificato i controlli in zona, ma appena si allontana la pattuglia ritorna tutto come prima. Fino a poco tempo fa, gli acquisti venivano direttamente consumati in loco, nello spazio del distributore h24 che ora è in via di smantellamento. Avventori e consumatori si riuniscono, con buona pace degli addetti alla vigilanza, nella metropolitana di Darsena: in pieno giorno chi si trova a scendere le scale della metropolitana è costretto a involontarie fumate di crack. Come questa mattina: una ragazza acquista la sua pallina e corre a sedersi sui gradini che portano ai binari, tra studenti che si avviano a lezione all’università e turisti che si dirigono all’Acquario. Accende la sua pipetta, ignorando il mondo intorno a lei. Spesso le stesse scene si trovano negli ascensori della metro. Da social emerge anche la denuncia fotografica della pagina Comitato Diritto & Legalitá: sono immagini scattate nell’androne di un palazzo del centro storico e ritraggono persone a terra che dormono. “Ogni notte persone senza fissa dimora (alcune presumibilmente assuntori di sostanze) si introducono nello stabile. Alcuni residenti raccontano di essere stati minacciati ed addirittura aggrediti – si legge nel post – Fino a quando onesti cittadini e i loro figli dovranno vivere così? È normale che i bambini, andando a scuola, debbano scavalcare persone abbandonate a se stesse e mai prese in carico dai servizi sociali?”.