Sui social il dramma di una trentenne che vive nell’ex ghetto. “Ho diritto di vivere in una città sicura ma così non è. Le istituzioni mi hanno risposto: perché vivi nel centro storico?”

Il buio di certi caruggi di sera incute timore

Genova – Sguardi insistenti, attenzioni non richieste fino a vere e proprie molestie verbali, con la costante paura che la situazione possa degenerare da un momento all’altro. E’ una sensazione di insicurezza costante, quotidiana quella che accompagna Lucrezia (il nome è di fantasia per tutelare la sua privacy), giovane libera professionista trentenne che vive a Genova e ogni sera affronta un tragitto da incubo nel rientro a casa tra i vicoli, nella zona dell’ex ghetto, cuore del centro storico genovese (è un tema stra discusso: qui una delle ultime proteste dei residenti).

“Mi capita di camminare da sola in mezzo a gruppi di uomini fermi nei vicoli. Ci sono state volte in cui ho temuto per la mia incolumità. Col tempo ho sviluppato una forma di ipercontrollo: sono costantemente vigile, osservo tutto ciò che mi circonda per anticipare un possibile pericolo e metto in atto piccoli accorgimenti, come quello di tenere tenere le chiavi di casa in mano, per far capire che sono una persona del posto”, racconta la giovane donna al Secolo XIX.