La denuncia di una giovane donna residente in piazza di San Donato: “Amo questo quartiere, ma vivere così è difficile. Le istituzioni facciano qualcosa”

Un vicolo del centro storico (archivio)

Genova - “Al rientro alla sera, negli ultimi metri da casa, accelero sempre il passo, con il cuore in gola e la paura che possa accadermi qualcosa”. A raccontarlo è Claudia (nome di fantasia per tutelare la privacy), 26 anni, residente in piazza di San Donato, nel cuore del centro storico genovese, tra Luzzati e Sant’Agostino. La sua è solo l’ultima testimonianza raccolta dal Secolo XIX, a pochi giorni da quella di un’altra giovane donna che aveva denunciato la mancanza di sicurezza nei vicoli, nella zona dell’ex ghetto, dove è stata più volte bersaglio di molestie verbali.

Anche per Claudia è una quotidianità segnata da paura e disagio: “La sera, come molti altri miei coetanei, ho voglia di uscire, vedere gli amici - racconta - Ma negli ultimi mesi tornare a casa è diventato sempre più difficile. Soprattutto dopo la chiusura delle attività commerciali quando la piazza viene occupata da ragazzi che bevono, urlano e mettono la musica a tutto volume. Hanno un atteggiamento che spesso è percepito come minaccioso”. Per questo motivo Claudia evita di percorrere da sola il tragitto verso casa, dove vive con i genitori: “Mi accompagna sempre il mio ragazzo o, in sua assenza, i miei amici. Mi sento dipendente da loro. Le poche volte che sono rientrata da sola ho ricevuto apprezzamenti volgari”.