Un lungometraggio di 95 minuti realizzato dall’intelligenza artificiale ha creato scompiglio nel settore dopo che si era sparsa la notizia di un suo collegamento con il Festival. In realtà, al netto della produzione incredibile, le cose sono andate diversamenteUn lungometraggio di 95 minuti realizzato dall’intelligenza artificiale ha creato scompiglio nel settore dopo che si era sparsa la notizia di un suo collegamento con il Festival. In realtà, al netto della produzione incredibile, le cose sono andate diversamentePer qualche giorno è sembrato che il cinema avesse appena superato una nuova frontiera. Un lungometraggio di 95 minuti realizzato interamente con l'intelligenza artificiale, presentato a Cannes e raccontato da molti come il primo vero film AI ad approdare nel tempio del cinema d'autore. Si chiama Hell Grind ed è diventato rapidamente uno dei casi più discussi nel dibattito sul rapporto tra intelligenza artificiale e industria cinematografica. Non tanto per la qualità del film, quanto per quello che rappresenta: il tentativo più ambizioso finora di realizzare un lungometraggio utilizzando esclusivamente strumenti generativi. Ovviamente, a dargli maggior risalto il suo possibile collegamento con il Festival di Cannes.Cos'è Hell GrindHell Grind è un action fantasy fantascientifico prodotto dalla startup americana Higgsfield AI, specializzata nella creazione di video tramite intelligenza artificiale. Secondo l'azienda che lo ha prodotto, il film è stato realizzato in appena due settimane da un team di circa quindici persone, con un budget complessivo di circa 500 mila dollari. La cifra più sorprendente riguarda la distribuzione dei costi: circa 400 mila dollari sarebbero stati spesi esclusivamente per la potenza di calcolo necessaria a generare le immagini.La trama segue quattro ladri coinvolti in un colpo che finisce per aprire un passaggio verso gli inferi. Da quel momento i protagonisti si ritrovano immersi in una guerra tra demoni, creature sovrannaturali e forze oscure. Il risultato visivo, almeno a giudicare dal trailer e dalle sequenze diffuse online, richiama molto l'estetica che negli ultimi anni ha caratterizzato i contenuti generati dall'AI: rallenty estremi, personaggi iper-stilizzati, combattimenti spettacolari e ambientazioni che oscillano continuamente tra videogioco, cinema fantasy e CGI.Come è stato realizzato Hell GrandL'aspetto più interessante del progetto riguarda il processo produttivo. Higgsfield sostiene di aver utilizzato una combinazione di modelli generativi avanzati, compresi sistemi basati sulla tecnologia video di Google Veo, integrati con strumenti proprietari progettati per risolvere uno dei principali problemi del cinema generato dall'AI: la coerenza narrativa e visiva.Uno dei limiti storici dei generatori video è infatti la difficoltà nel mantenere gli stessi personaggi, gli stessi ambienti e la stessa continuità da una scena all'altra. Per superare questo ostacolo sarebbero stati utilizzati prompt estremamente dettagliati, spesso superiori alle 3.000 parole, capaci di descrivere in modo preciso luci, movimenti di macchina, espressioni facciali, costumi e fisica delle scene. Ogni generazione produceva soltanto pochi secondi di filmato, che venivano poi corretti, rigenerati e assemblati fino a ottenere la sequenza finale.Per l'azienda il vero obiettivo non era tanto raccontare una storia rivoluzionaria, quanto dimostrare che oggi l'intelligenza artificiale è in grado di sostenere un intero lungometraggio mantenendo continuità di personaggi, ambientazioni e arco narrativo.La polemica su CannesLa notorietà di Hell Grind è esplosa quando diversi articoli internazionali hanno lasciato intendere che il film fosse stato presentato al Festival di Cannes. Anche il Wall Street Journal aveva descritto il progetto come un film in debutto durante il Festival, contribuendo alla diffusione della notizia.In seguito, però, gli organizzatori del festival hanno precisato che Hell Grind non faceva parte della selezione ufficiale e non è mai stato programmato all'interno del cartellone artistico della manifestazione. Il film è stato invece mostrato durante un evento collegato al Marché du Film, il mercato professionale che si svolge parallelamente al festival e che ospita ogni anno migliaia di operatori dell'industria cinematografica.Una differenza sostanziale. Essere proiettati al Marché du Film non equivale a essere selezionati dal Festival di Cannes, che quindi resta ancora in mano agli umani. Tuttavia, questa ambiguità ha generato molte critiche nei confronti di Higgsfield, accusata da alcuni addetti ai lavori di aver sfruttato la vicinanza con l'evento per attribuire al progetto una legittimazione culturale maggiore di quella realmente ottenuta.Cosa racconta il caso Hell GrindAl di là delle polemiche, Hell Grind ci dice qualcosa in più sia sul mondo dell’informazione, sia su quello dell’intelligenza artificiale. Il film arriva in un momento in cui il dibattito sull'intelligenza artificiale nel cinema è particolarmente acceso. Da una parte ci sono registi, sceneggiatori e attori che temono una progressiva sostituzione del lavoro creativo umano. Dall'altra aziende tecnologiche e startup che vedono nell'AI l'opportunità di abbattere costi e democratizzare l'accesso alla produzione audiovisiva.Per i sostenitori del progresso tecnologico, progetti come Hell Grind dimostrano che in futuro un piccolo gruppo di creatori, o addirittura una singola persona, potrebbe realizzare opere che oggi richiedono centinaia di professionisti e decine di milioni di dollari. Per i critici, invece, il film rappresenta soprattutto un enorme esperimento di marketing costruito attorno all'hype dell'intelligenza artificiale. In ogni caso, il vero risultato di Hell Grind potrebbe essere un altro: quello di dimostrare quanto sia sottile il confine tra innovazione tecnologica, promozione commerciale e percezione pubblica. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp