Il clima intorno al Milan è ufficialmente esploso in una delle contestazioni più dure della storia recente rossonera. Un vero e proprio terremoto che ha spinto il proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, a un drastico azzeramento dei quadri dirigenziali e tecnici, licenziando in tronco l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore dell’area tecnica Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l’allenatore Massimiliano Allegri. La decisione è giunta poche ore dopo la tesa sfida contro il Cagliari, preceduta da un raduno di protesta che ha incanalato mesi di frustrazione della tifoseria organizzata.

Nel mirino del tifo più acceso sono finiti fin da subito i massimi esponenti del management. Ai microfoni del giornalista Klaus Davi, accorso in Piazza Axum per documentare la mobilitazione nell’ambito del suo reportage sulle tifoserie, i sostenitori hanno espresso un totale rigetto per l’operato della vecchia dirigenza con parole durissime: “Furlani è un interista porco d…”, “Furlani non ha fatto un c…. da quando è al Milan”, “E’ un cog…..”, “Ha sbagliato gli acquisti, ha investito ma male”, “Ibrahimovic meglio torni a casa, come dirigente non funziona”, “Cardinale ci ha presi tutti per cog….., oggi al posto della maglia del Milan indosso quella della Longobarda tanto tifare Milan o Longobarda in questo momento con lui al vertice è la stessa cosa”. L’unico a ricevere una parziale assoluzione d’ufficio dalla piazza è stato l’esonerato Allegri, difeso dai tifosi con considerazioni nette: “Ha fatto quello che poteva con i giocatori che aveva”, “Il problema non è lui ma i dirigenti”.