Pavia. La musica ad alto volume ha tenuto svegli tanti vicini di casa, ma soprattutto ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Così una festa abusiva organizzata sabato sera a cascina Melotti, in un’area del parco del Ticino, è stata interrotta dalla polizia. Gli agenti hanno scoperto circa ottanta persone che prendevano parte a un evento che, senza alcuna autorizzazione, era stato organizzato nella casa privata e sponsorizzato sui social. Il proprietario dell’abitazione è stato denunciato per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento, per l'assenza delle necessarie verifiche di sicurezza e per l'omessa comunicazione dei dettagli dell'evento alla questura. L’evento La serata era stata organizzata nei giorni precedenti con indicazioni chiare per gli ospiti, specificate nei post sui social: biglietto da dieci euro per l’ingresso, drink disponibili all’interno ma solo pagando in contanti. Eppure avere conferme dalle persone presenti non è stato semplice per gli agenti di polizia e polizia locale. Intervenuti dopo che alcuni operatori erano stati insospettiti dall’alto volume della musica, notato durante un sopralluogo esterno, hanno chiesto a molti dei giovani presenti informazioni sull’evento. La maggior parte di loro ha risposto che si trattava di una festa di compleanno privata, solo alcuni hanno ammesso di aver pagato per entrare. Una volta all’interno gli agenti si sono trovati davanti a una festa degna di una discoteca. Due grandi console con mixer e due dj che gestivano la musica (e sono stati identificati), una pista da ballo, due diversi punti in cui comprare drink e cibo solo utilizzando contanti. Per nessuna di queste attività il proprietario di cascina Melotti ha potuto fornire alle forze dell’ordine un certificato di autorizzazione, così come non poteva garantire la sicurezza dei presenti. La polizia ha infatti riscontrato l’assenza sia del del certificato di agibilità dell’edificio da parte della commissione di vigilanza che dei requisiti fondamentali di prevenzione incendi.