Nel mantello terrestre le differenze chimiche non dipendono solo dalle caratteristiche ereditate già dall’inizio della storia del nostro pianeta (la componente primordiale) dai processi profondi, ma anche da ciò che avviene in superficie e che viene trasferito all’interno del nostro pianeta nelle zone di subduzione, ovvero le aree in cui una placca tettonica scivola sotto un’altra.
È quanto emerge dai risultati dello studio Volatiles in the mantle below Northern Antarctica: Insights from Deception Island volcano, che vede direttamente coinvolto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sul vulcano Deception Island, in Antartide settentrionale, pubblicato sulla rivista Gondwana Research. La ricerca nasce dal progetto EruptING del Prof. Antonio Alvarez Valero dell’Università di Salamanca (Spagna), che ha decennale esperienza nello studio di questo vulcano.
Il lavoro analizza i gas emessi dal sistema vulcanico attivo e fornisce i primi dati che caratterizzano carbonio e azoto del mantello terrestre in questo settore del pianeta finora poco studiato.
I risultati indicano che elio e carbonio riflettono una composizione simile a quella del mantello detto MORB, tipico delle dorsali oceaniche, mentre l’azoto mostra un arricchimento inatteso rispetto ai valori tipici della stessa sorgente mantellica.









