Enormi regioni vulcaniche si nascondono sotto gli oceani. Queste strutture, chiamate grandi province magmatiche, si formano quando enormi quantità di magma risalgono dall’interno della Terra e si riversano sul fondale oceanico. Tradizionalmente, gli scienziati spiegano questi eventi con gigantesche colonne di roccia calda, chiamate “plume mantellici”, che risalgono dalle profondità del pianeta.
L’arcipelago delle Azzorre, nel mezzo dell’Oceano Atlantico, è stato a lungo considerato uno di questi sistemi vulcanici classici. La crosta sotto le Azzorre è insolitamente spessa, fino a tre volte più spessa della normale crosta oceanica. Tuttavia, la regione presenta un mistero: a differenza di hotspot vulcanici come Hawaii o Islanda, le Azzorre non mostrano chiari segnali della presenza di un plume molto caldo proveniente dalle profondità del mantello.
Al contrario, i magmi delle Azzorre contengono quantità insolitamente elevate di acqua.
Un nuovo studio dell’Università di Padova dell’Institute of Geology and Geophysics, Chinese Academy of Science (IGGCAS) pubblicato su «Nature Communications», individua una diversa spiegazione. Secondo i ricercatori, il vulcanismo delle Azzorre potrebbe essere alimentato non da temperature estreme, ma da acqua immagazzinata nelle profondità terrestri da milioni di anni.








