I lavori al sottopasso ferroviario e l’utilizzo del piazzale a Vibo Marina “sine titulo” sono al centro delle cause intentate rispettivamente da Rfi e Ferrovie della Calabria contro il Comune di Vibo a cui chiedono un risarcimento complessivo di oltre un milione di euro

VIBO VALENTIA – Due contenziosi distinti, un unico denominatore: il Comune di Vibo Valentia rischia di trovarsi esposto a richieste economiche complessive superiori al milione di euro in due delicatissime battaglie giudiziarie che coinvolgono il sistema ferroviario regionale e nazionale. Da una parte lo scontro con Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) sui lavori del sottovia di via Sicilia, dall’altra la causa intentata da Ferrovie della Calabria per canoni non pagati e presunte occupazioni senza titolo di immobili e aree pubbliche.

Due vicende diverse ma accomunate da anni di ritardi, contestazioni amministrative, convenzioni finite nel mirino e accuse reciproche che ora saranno i giudici del Tribunale Civile di Vibo Valentia a dover dirimere.

IL CASO DEL SOTTOPASSO FERROVIARIO DI VIBO MARINA

Il primo fronte riguarda i lavori del sottovia ferroviario di via Sicilia, opera nata per migliorare la viabilità cittadina ma trasformata nel tempo in un vero caso giudiziario. A promuovere inizialmente l’azione legale era stato il Comune di Vibo Valentia, che aveva chiesto a Rfi un risarcimento di 92.744,30 euro, somma corrisposta all’impresa appaltatrice Cosmo Srl nell’ambito di un accordo bonario per i ritardi accumulati durante il cantiere.