La premier accoglie l'appello degli industriali per la semplificazione. Applausi e totale sintonia: "Fermare il caro bollette è una priorità"
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Tra gli applausi più convinti degli ultimi anni, in un clima paragonabile a quello dei tempi del miglior Berlusconi, la premier Giorgia Meloni si è presa la scena dell'assemblea annuale degli industriali trasformando il palco della Nuvola in una piattaforma politica contro l'eccesso di burocrazia europea e a favore di un nuovo asse tra governo e sistema produttivo. Una sintonia evidente con il presidente degli industriali Emanuele Orsini, che già nella sua relazione aveva chiesto meno vincoli, più competitività e una svolta sull'energia. La presidente del Consiglio ha raccolto l'assist, rilanciando la sfida a Bruxelles e promettendo una stagione di semplificazioni e sostegno alle imprese. "L'Europa deve fare meno e farlo meglio", ha scandito Meloni davanti a una platea che ha più volte interrotto il suo intervento con lunghi applausi. Nel mirino della premier c'è "l'attuale configurazione dell'Unione europea", definita "un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnocratici". Un attacco diretto a quella che considera una macchina comunitaria capace di "moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune" ma "esitante quando si tratta di far sentire la propria voce nelle dinamiche globali".Il feeling con Confindustria si è visto soprattutto sui temi economici più sensibili. Meloni ha ringraziato Orsini "per aver riconosciuto gli sforzi fatti dal governo per rimettere al centro il lavoro, l'impresa, la produzione", rivendicando un rapporto costruito "senza pregiudizi, senza sconti, con franchezza". Un asse politico ed economico che ha dato all'assemblea un tono diverso rispetto al passato recente. Non a caso la premier ha insistito sull'idea di un fronte comune tra esecutivo e imprese. "Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse, ci si può a un certo punto scoprire una squadra se l'obiettivo che si persegue è lo stesso".La fase internazionale, del resto, viene letta dal governo come una stagione di policrisi, formula che Meloni ha nuovamente utilizzato per descrivere uno scenario globale in cui crisi geopolitiche, energetiche ed economiche si sovrappongono. E proprio sul caro energia si gioca ora il principale confronto con Bruxelles. La presidente del Consiglio ha chiesto all'Ue di garantire sugli investimenti energetici la stessa flessibilità prevista per la difesa, spiegando che "la difesa è libertà, ma oggi dobbiamo difendere famiglie e imprese" dall'impatto della crisi iraniana e dalle tensioni sullo Stretto di Hormuz.Da qui la richiesta di ampliare la clausola di salvaguardia nazionale per consentire maggior margine d'intervento agli Stati. "Non significa fare nuovo debito", ha precisato Meloni, "ma allocare al meglio quello che è già previsto. Puro e semplice buonsenso". Una linea condivisa dagli industriali, preoccupati soprattutto per il costo dell'energia e per gli effetti delle politiche ambientali europee sulla competitività del manifatturiero.Il terreno di maggiore convergenza resta quello del Green Deal e del sistema Ets. Meloni ha parlato di una "tassa paradossale" che finisce per "creare ulteriori disparità", accusando Bruxelles di continuare a difendere "totem ideologici". Orsini aveva chiesto la sospensione del meccanismo europeo che grava sulle imprese energivore e la premier ha assicurato che "il governo intende continuare a dare battaglia su questo fronte". Altro capitolo centrale è il ritorno del nucleare. Meloni ha raccolto anche questo invito: "Noi vogliamo proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell'energia nucleare in Italia", annunciando che "entro l'estate sarà approvata la legge delega".Ma il cuore politico del suo intervento è stato soprattutto il tema della semplificazione. "Vi propongo di avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia", ha detto alla platea degli industriali. Una proposta accolta con favore da Orsini, che poco prima aveva chiesto un vero "disboscamento" delle procedure che rallentano investimenti e crescita. Meloni ha quindi rilanciato il principio di libertà economica: "Se la regola è la libertà, tutto quello che non è espressamente vietato per un interesse superiore già tutelato deve esser consentito".













