Nei penitenziari per ragazzi il 70% dei detenuti è musulmano. Il ministero della Giustizia: a rischio radicalizzazione 194 carcerati adulti. L'esperta: "Il terrorismo sta diventando vendetta sociale"

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L'indottrinameto jihadista è (molto) più forte nelle carceri che in moschea. Soprattutto negli istituti per i minori: gli adolescenti di seconda generazione (i maranza) - arrestati per rapina, violenza, spaccio - odiano tutto ciò che è Occidente, sono sperduti, isolati, in cerca di riscatto e quindi facilmente plasmabili. E poi sono tanti: solo nel carcere minorile Beccaria di Milano, 7 detenuti su 10 sono musulmani. Una sproporzione tale rispetto agli italiani da rappresentare un'autentica bomba sociale. Da disinnescare al più presto."Il terrorismo jihadista endogeno si nutre da sempre anche di rabbia sociale e risentimento anti-occidentale, sia che la radicalizzazione avvenga fuori o dentro il carcere - è la diagnosi di Elettra Santori, esperta di radicalizzazione per la fondazione Icsa (Intelligence culture and stratecic analysis) - Ma mentre in passato il jihadismo si formava sui testi sacri e si imperniava sulla devozione religiosa, oggi assistiamo alla crescita di un terrorismo sempre più incolto e ideologicamente povero: un fenomeno dovuto sia alla diffusione via social dei contenuti jihadisti (sempre più frammentari e semplificati) sia all'abbassamento dell'età della radicalizzazione. Dell'ideologia non resta che un macinato di informazioni amalgamate dall'estetica jihadista, utile più che altro a dare forma a un generico desiderio di vendetta sociale".Basta che gli adolescenti più irrequieti (e fragili) incontrino in carcere un "bro" più sicuro e incisivo che fomenti il loro rancore ed è facile che sposino concetti estremi e trasformino la loro fede religiosa (magari nemmeno tanto consapevole) in fanatismo. Superficiale, ma pur sempre pericoloso.La situazione non migliora nelle carceri italiane per adulti: circa il 16% della popolazione è di fede musulmana e nel 2025 il ministero della Giustizia ha contato 37 conversioni.A rendere gli istituti penitenziari un potenziale focolaio di estremismo islamico c'è un altro dato: almeno 194 detenuti musulmani sono considerati a rischio radicalizzazione. Tra loro almeno 65 secondo il Ministero guidato da Carlo Nordio sono considerati "pericolosi" per la possibilità che, una volta usciti dal carcere, possano commettere un qualche tipo di attentato. Altri 68 non sono considerati per nulla pericolosi, ma 61 avrebbero mostrato un'appartenenza a qualche movimento islamico radicale. Tra i 14mila musulmani in carcere, 50 sono nelle sezioni ad alta sicurezza di Rossano, Sassari e Nuoro con accuse di terrorismo internazionale.