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L’ex premier: «Abbiamo perso Venezia, non la guerra»
Pubblicato il: 27/05/2026 – 11:43
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ROMA «Abbiamo perso Venezia, non la guerra. Basta Tafazzi a sinistra». Lo afferma il leader di Italia Viva Matteo Renzi in un’intervista a Repubblica, commentando il risultato delle elezioni amministrative. Secondo l’ex premier, Giorgia Meloni «dove ha messo la faccia, sul referendum, ha perso», mentre a Venezia «la differenza non l’hanno fatta Meloni e Salvini ma un ragazzo under 40», dice riferendosi a Venturini, che «da solo ha preso il 30%». Renzi invita il centrosinistra a non scoraggiarsi dopo le amministrative: «La partita è aperta e si gioca sull’economia», sostiene, indicando inflazione, stipendi e bollette come temi decisivi per il consenso degli italiani. L’ex premier critica anche il discorso della presidente del Consiglio all’assemblea di Confindustria, accusandola di attribuire «sempre ad altri» le responsabilità delle difficoltà economiche del Paese. Nel mirino finisce anche il presidente degli industriali Emanuele Orsini, definito da Renzi «il più pavido presidente della storia di Confindustria». Sul possibile ingresso di Roberto Vannacci nella maggioranza, il leader di Italia Viva ritiene che Meloni «farà di tutto per averlo dentro», ma avverte che questa scelta potrebbe costare al centrodestra «un pezzo di elettorato moderato». «Nessun piagnisteo, giochiamo all’attacco», conclude Renzi. «Solo così vinceremo i ballottaggi e soprattutto le politiche». Nell’intervista c’è anche un passaggio su Reggio Calabria. Alla domanda su come si spieghi il fenomeno dei ras locali – con il riferimento a De Luca e Crisafulli, «in pista da quasi quarant’anni» – l’ex premier risponde: «Sono tutti casi diversi l’uno dall’altro. Ma c’è una bella differenza tra la sofisticata politica riformista di un De Luca a Salerno e quella di un Cannizzaro a Reggio Calabria». Argomenti












