«A questo punto, Meloni può salvarsi solo se il centrosinistra si spacca», assicura Matteo Renzi, leader di Italia Viva e già presidente del Consiglio. Però l’esito delle Amministrative, per quanto parziale, ha ridato un po’ di ossigeno alla premier, no?«Il centrosinistra ha vinto ovunque, ma ha perso la sfida più importante, a Venezia. Lì ha vinto Venturini: un moderato, scout, under 40, che è il contrario del melonismo e del vannaccismo. Se la Meloni respira, è perché dal giorno dopo è ripartita la solita seduta psicanalitica di quella sinistra che gode nel fare l’analisi della sconfitta».
Il centrosinistra ha sbagliato qualcosa, in particolare a Venezia?«Non mi interessa il passato. Il centrosinistra sbaglia oggi, se perde di vista il futuro. Venezia è una bellissima città, ma lì siamo all’opposizione da undici anni, non è un dramma se ne facciamo altri cinque. La destra ha perso Milano, Torino, Bologna, Genova, Roma, Napoli, Udine e fischietta tranquilla. L’inflazione sale, il potere d’acquisto scende, il debito pubblico peggiora, i giovani se ne vanno: vogliamo svegliarci o restiamo imbambolati a rammaricarci per Ca’ Farsetti?». Lei è sempre sicuro che Meloni non riuscirà a tirarsi fuori dalla palude economica in cui ci troviamo?«Sì. La situazione è difficile. La crisi di Hormuz complicherà ancora la vita delle famiglie e del ceto medio. Dopo quattro anni di governo dove sono le riforme? Abbiamo un problema sicurezza e la Meloni spreca i soldi per il centro migranti in Albania. I giovani se ne vanno e Giorgetti peggiora la legge sul rientro dei cervelli, anziché approvare la nostra Start Tax. Migliorano le statistiche sul lavoro solo perché con la Fornero si va in pensione più tardi e aumentano i lavoratori over 50, ma ai ragazzi rimangono stage e stipendi da fame».









