Presidente Matteo Renzi, in Puglia oggi per la chiusura della campagna elettorale a Trani del centrosinistra, il governo Meloni sul dossier Energia ottiene la deroga al Patto da Bruxelles. Il centrodestra fa bene ad esultare?
«Se arrivano maggiori margini per investire sulla sicurezza energetica, sulle infrastrutture strategiche e sull’autonomia dell’Europa, è giusto considerarlo un risultato positivo. Però eviterei le fanfare. La vera domanda è un’altra: gli italiani pagheranno bollette più basse? Le imprese saranno più competitive? Perché oggi il problema è che continuiamo ad avere un costo dell’energia superiore rispetto a molti nostri concorrenti europei. La politica non può limitarsi a festeggiare una deroga. Deve trasformare quella flessibilità in investimenti concreti e in una strategia di lungo periodo. Se tra qualche anno saremo ancora qui a parlare di emergenza energetica, vorrà dire che la deroga sarà servita a poco».
L’equilibrismo tra Trump e Ue del governo nazionale quale evoluzione sta registrando nelle ultime settimane? L’Italia nello scacchiere del Medioriente?
«I risultati dell’equilibrismo di Giorgia Meloni sono davanti agli occhi di tutti: l’Italia è irrilevante. Giorgia Meloni aveva una congiuntura favorevole: un governo forte mentre Spagna, Francia e Germania non potevano vantare la stessa stabilità. Anziché approfittarne per cambiare l’Europa, per renderla più forte anche nello scacchiere internazionale, la premier ha preferito la politica dei due forni. E infatti oggi vediamo Macron, Merz e Starmer che lavorano al tavolo della pace tra Russia e Ucraina. La Meloni purtroppo nemmeno è stata invitata. Ci sono tutti i Paesi europei del G7 tranne l’Italia. Che amarezza. Quanto al Medio Oriente stiamo vivendo una fase drammatica, con tensioni che coinvolgono Israele, Iran, Gaza e l’intera regione. In questo contesto l’Italia potrebbe giocare un ruolo importante, forte della sua tradizione diplomatica e della sua credibilità internazionale. Ma per essere ascoltati bisogna avere una politica estera autorevole e costante, non limitarsi a commentare gli eventi quando esplodono».













