Perdere la vista non significa soltanto vedere meno. Significa non riconoscere più un volto, non riuscire a leggere un messaggio, perdere autonomia nei gesti più semplici. È quello che può accadere con la degenerazione maculare legata all’età, una malattia della retina che colpisce soprattutto dopo i 60 anni e che rappresenta una delle principali cause di grave perdita visiva nei Paesi occidentali. Oggi una nuova frontiera della medicina rigenerativa prova ad affrontare questa patologia partendo da un’idea tanto complessa quanto affascinante: usare le cellule del paziente, riprogrammarle in laboratorio e trasformarle in cellule retiniche sane.

Il progetto L.U.C.Y.

Si chiama L.U.C.Y. il progetto portato avanti in Italia dalla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, in collaborazione con il National Eye Institute di Bethesda, negli Stati Uniti, uno degli istituti dei National Institutes of Health. L’obiettivo è ambizioso: sviluppare una terapia cellulare avanzata per la degenerazione maculare senile nella forma secca, una condizione per la quale le opzioni terapeutiche sono ancora limitate. Il progetto punta a verificare sicurezza ed efficacia di un approccio basato su cellule riprogrammate, con il coinvolgimento di centri clinici italiani.