«Effetto Biennale? Ma lo sappiamo che queste cose non spostano nulla». Igor Taruffi risponde senza esitazione al Messaggero. È lui, il responsabile Organizzazione dem, a uscire per primo dal Nazareno intorno alle 18. E a dare una lettura dei risultati elettorali che, a Venezia, non fanno sorridere il centrosinistra: «Ogni città va vista come una storia a sé e i conti si fanno alla fine». Sul bilancino il dirigente Pd mette i dati positivi della Toscana (Pistoia e Prato), della Campania (con Avellino) e della Puglia (Andria). Poi, altri «che non ci soddisfano», come la Serenissima, dove ammette, «sapevamo che non era una partita facile». Il tentativo è quello di riportare a "misura" la sfida veneziana, non priva di aspettative per il campo progressista, dove in molti si dicevano quasi certi della vittoria di Andrea Martella contro Simone Venturini, delfino dell'uscente Luigi Brugnaro, tanto da considerarla come possibile volano locale per le prossime elezioni politiche. «A Prato, con 200mila abitanti, abbiamo vinto, e a Venezia, che ne ha 250mila, la città resta al centrodestra», fa di conto il responsabile Organizzazione dem. Numeri che bastano per guardare avanti: «La partita per le elezioni politiche è aperta» e «bisogna continuare a insistere». A dargli man forte, a qualche centinaio di metri di distanza, è il capogruppo del Senato Francesco Boccia, in Galleria Sordi per assistere alla presentazione del libro di Michele Emiliano: «Nessuna valutazione nazionale, anche perché non basta vincere un'elezione locale. Il quadro nazionale non cambia». A seguire, gli onori al senatore dem in corsa: «Andrea Martella ha fatto una bella campagna elettorale. In Veneto non è mai semplice». La linea, in chiaro, non muta anche a sentire gli alleati della coalizione. «Non abbiamo mai dato nulla per scontato», sottolinea il leader di Avs, Angelo Bonelli. Dal M5S il primo commento è affidato a Paola Taverna che parla di «risultati in chiaroscuro», ma ci tiene a sottolineare che «è improprio ricavarne valutazioni di ordine generale, ancor più proiettate sul dibattito nazionale».
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