di
Federico Fubini
Con il passare dei mesi il presidente degli Stati Uniti sta sperimentando sempre più intensamente un suo modello, peculiare, di socialismo. Un modello che ribalta la tradizione del suo partito e i meccanismi dei mercati
Negli ultimi trent’anni la Cina si è trasformata da Paese povero e arretrato a superpotenza tecnologica di frontiera, dalle batterie all’intelligenza artificiale. Lo ha fatto fondendo mercato, integrazione verticale delle filiere e stretto controllo del governo. Da qualche tempo però ha trovato un imitatore. Vive a Mar-a-Lago e il suo nome è Donald Trump.
Con il passare dei mesi il presidente degli Stati Uniti sta sperimentando sempre più intensamente un suo modello, peculiare, di socialismo sul Potomac. Esso ribalta la tradizione del suo partito, altera la natura del capitalismo americano, ribalta i meccanismi dei mercati; nel farlo apre anche nuovi potenziali conflitti d’interesse per Trump stesso, che tuttavia non dà segni di recedere.









