Il Lions Club del Rubicone ha inauguratato a Cesena presso il reparto di geriatria dell’ospedale Bufalini la sala multisensoriale per i malati di Alzheimer. Si tratta di uno spazio terapeutico e rilassante dove, parallelamente alle cure tradizionali per l’evento acuto che ha determinato l’ospedalizzazione, si utilizzano strumenti mirati alla stimolazione multisensoriale. Colori, musica e immagini aiutano i pazienti più fragili a ridurre gli stati di agitazione, favorendo il rilassamento e il riposo. L’obiettivo finale è coniugare l’intervento terapeutico ambientale alla metodologia del lavoro d’equipe, per minimizzare l’uso degli psicofarmaci. Il Lions Club ha raccolto in totale 40mila euro.
Ha detto il presidente Michele Fabbri: "La nostra compattezza ci ha permesso di realizzare questo grande progetto che restituisce dignità alle persone per permettere di continuare la loro vita in maniera più umana". Ha aggiunto l’officer Lions Massimo Gardini: "Il Lions è quella associazione che quando vede il bisogno si mette in prima fila e cerca di aiutare". Ha continuato la dottoressa Maria Bagnoli direttrice della direzione medica del presidio ospedaliero: "E’ stata la voglia di migliorare la vita ai nostri ospiti. Insieme a Forlì dove è nata una seconda stanza abbiamo voluto creare per tutto il nostro territorio". Giuseppe Benati direttore dipartimento cure primarie e Medicina di Comunità Forlì- Cesena: "Con questa iniziativa i famigliari possono partecipare per aiutare i loro pazienti". Maria Grazia Covarelli direttrice di Geriatria: "Quando un paziente anziano viene ricoverato è un momento di allontanamento dai suoi affetti e questo comporta un incremento dello stress. Ci sono pazienti che a causa della ospedalizzazione devono essere stimolati. Questa sala multisensoriale è importantissima". Ha concluso l’assessora Carmelina Labruzzo: "Avere un luogo dove l’umanizzazione delle persone viene portata avanti con cura è bellissimo. Poi tante persone che, insieme, si sono prodigate per uno scopo nobile. Il mio grazie è di cuore perchè non era scontato per noi avere questa stanza multisensoriale".








