Averle fedeli al nido: il monitoraggio dell’avifauna all’Oasi Dynamo arriva ai simposi internazionali. Tornano ogni anno nello stesso angolo di Appennino, talvolta persino sullo stesso posatoio. Lo documenta il progetto di monitoraggio dell’avifauna selvatica condotto da Oasi Dynamo, che anno dopo anno accumula dati preziosi sul comportamento delle averle e sulla loro fedeltà ai siti riproduttivi. Il progetto è coordinato da Giulia Santalmasi, responsabile dei programmi di ricerca, educazione e conservazione dell’Oasi, e da Matteo Bianchi, tecnico faunistico. Al loro fianco l’associazione di volontariato Progetto Migratoria, con gli inanellatori autorizzati Sauro Giannerini, Lorenzo Nannelli e Matteo Campostrini, e il supporto scientifico del Cnr di Firenze. Le attività comprendono monitoraggi acustici, catture e inanellamento — autorizzati dalla Regione Toscana su parere Ispra — oltre all’elaborazione dei dati e alla gestione delle fototrappole. Un lavoro certosino che ha permesso di ricostruire nel tempo le rotte e le abitudini di individui specifici, identificati e seguiti stagione dopo stagione. I risultati sono stati presentati nel 2023 al V International Shrike Symposium di Vairão, in Portogallo — il principale consesso scientifico dedicato alle averle — e in diversi convegni italiani di ornitologia, confermando il valore della ricerca su scala europea. Intanto, nei prati dell’Oasi la nuova stagione riproduttiva è appena iniziata. Anche quest’anno, dopo mesi trascorsi a migliaia di chilometri di distanza, Ca e Ac sono tornati. Lo stesso angolo di Appennino, gli stessi ricercatori ad aspettarli: un presidio scientifico e naturalistico che Oasi Dynamo intende portare avanti per la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti.
Il ritorno al nido delle averle. Il monitoraggio
Averle fedeli al nido: il monitoraggio dell’avifauna all’Oasi Dynamo arriva ai simposi internazionali. Tornano ogni anno nello stesso angolo di...











