di
Silvia Morosi
Palermitana classe 1995, sui social porta a scoprire itinerari inediti, borghi e natura della Regione: «Visito chiese e mostre a livello olimpionico, e ogni volta ho la pelle d’oca»
Dall’omaggio alla “Primavera” di Sandro Botticelli, realizzato dallo scultore siciliano Rosario Bruno e nascosto nel museo di Alcamo, al Duomo di Ortigia, costruito sulle fondamenta di un tempio greco dedicato ad Atena. Senza dimenticare le curiosità, come quelle legate alla barca utilizzata come altare durante le celebrazioni, in una chiesa di Palermo. Quello proposto sui social da Giulia Sirchia (@famedicultura), palermitana classe 1995, è un viaggio nelle meraviglie della Sicilia, che spazia dall’arte contemporanea a quella religiosa, tra itinerari inediti, borghi e natura. «Visito chiese e mostre a livello olimpionico, e ogni volta ho la pelle d’oca», racconta con un pizzico di ironia, e aggiunge: «L’arte ha la capacità di risvegliare in me la voglia di conoscere, studiare e migliorarmi, oltre che lo stupore. Anche laddove non sembra, l’arte è salvifica e può aiutarci a comprendere meglio il mondo che ci circonda».
Una passione nata già alle elementari: «Ero entusiasta quando facevamo le gite. Amavo fotografare quello che ci portavano a vedere. Dicevo a tutti di voler fare la guida turistica. Crescendo e appassionandomi anche al mondo delle lingue straniere ho capito che sarebbe stata la professione giusta per me. Anche se, poi, crescendo, sono diventata una storica dell’arte, la curiosità nel visitare mostre, chiese e musei non solo non si è mai spenta, ma è aumentata a dismisura», spiega, sottolineando come un anno fa sia anche arrivata la decisione di trasformare il suo profilo Instagram in uno spazio dedicato all’arte siciliana. «I social permettono di rendere alcuni concetti più semplici, chiari e immediati, e abbattere quella barriera tra professionisti e appassionati, che nel mondo accademico è ancora molto difficile da eliminare», aggiunge. Senza dimenticare che grazie alla Rete è possibile anche «raccontare alcune tradizioni popolari o opere d’arte che si stanno perdendo o che semplicemente non vengono divulgate abbastanza. A mio parere è giusto poterle salvaguardare anche attraverso la comunicazione e la divulgazione sul web. L’arte ha un potere incredibile: creare sensibilità, senso di comunità e appartenenza», chiarisce Sirchia.










