"Nonostante più di mezzo secolo di esilio, non un solo giorno ho dimenticato le mie radici, forti e profonde"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciMartedi 19 maggio scorso, è stata aperta al Museo d’arte della città di Ravenna, la Galleria Paolo Roversi. È stata per me una grande emozione per il bellissimo omaggio che la mia città ha voluto rendermi; è per me fonte di orgoglio, di felicità e tantissima gratitudine. Ho vissuto questo evento non come un epilogo o un punto d’arrivo ma come un momento forte ed indimenticabile di una lunga storia d’amore. Un amore che è nato tanti anni fa quando da bambino attraversavo correndo i Giardini pubblici, proprio qui, davanti al MAR, giocando a nascondino o correndo dietro a un pallone; mai avrei potuto immaginare che un giorno sarebbe stata aperta qui una galleria dedicata alle mie fotografie… Un amore poi accresciutosi ed incrementatosi durante gli anni della mia giovinezza, n quei meravigliosi anni ’60, pieni di speranze e libertà nei quali tutto ci sembrava possibile. Poi, una sera del 1973, sono partito per Parigi dove pensavo di restare un paio di settimane. A Parigi, invece, vivo e lavoro da più di 50 anni. Pertanto, nonostante più di mezzo secolo di esilio, non un solo giorno ho dimenticato le mie radici, forti e profonde, come testimoniano anche le mie fotografie, in ognuna delle quali c’è qualcosa di Ravenna.
Paolo Roversi ringrazia la città: "Ravenna, una lunga storia d’amore. Le sue nebbie nelle mie fotografie"
"Nonostante più di mezzo secolo di esilio, non un solo giorno ho dimenticato le mie radici, forti e profonde"









