HomeEsteriL’ambasciatore: Trump al bivio: "L’intesa sul nucleare è decisiva"Nelli Feroci (Iai): la riapertura di Hormuz non basta per evitare la percezione di una ritirataNelli Feroci (Iai): la riapertura di Hormuz non basta per evitare la percezione di una ritirataRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Marta OttavianiROMAIl presidente americano Trump ha fretta di chiudere, ma il programma nucleare rimane un ostacolo duro da superare. L’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci (foto), diplomatico di lungo corso e attualmente consigliere scientifico dello Iai, spiega perché per Washington questa guerra rappresenta un parziale colpo alla reputazione.
Ambasciatore, il negoziato tra Stati Uniti e Iran appare sempre più confuso. Il 5 giugno dovrebbe essere firmato un memorandum, ma le tensioni restano altissime. Che idea si è fatto di questa fase?
"La sensazione è che Donald Trump abbia una disperata fretta di chiudere qualcosa che assomigli a un accordo. Ha bisogno di poter rivendicare almeno una tregua sufficientemente lunga, anche perché sul fronte interno le critiche aumentano, non solo tra i democratici, ma anche dentro il Partito repubblicano e persino nella sua stessa base elettorale. Per questo, da quello che filtra, sembra disposto ad accettare anche un accordo quadro molto limitato: una sospensione delle ostilità per circa sessanta giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e, in cambio, una parziale revoca delle sanzioni. L’Iran, invece, sembra meno interessato a chiudere rapidamente. Vuole mantenere fermi alcuni punti e continua a considerare centrale la questione del proprio programma nucleare. Ed è proprio questo il vero nodo della trattativa".













