Una ragazza esce da un lavasecco newyorkese con un vestito infilato in una di quelle tipiche buste trasparenti con cui si consegnano i capi puliti, se la porta sulla schiena e sul retro si legge: “Take Trump America Back. 2024”. Una pubblicità mobile che si appoggia letteralmente sulle sue spalle, finchè non scompare dentro una fermata della metro. La scena è girata nell’ultimo mese della campagna elettorale americana, e dà l’idea dell’invasività della propaganda trumpiana in ogni aspetto della vita quotidiana. Ma a chi può interessare ancora sapere, dopo quasi due anni di presidenza da incubo, cosa ha spinto gli Americani a votare ancora una volta Trump?
Tanto si è detto, scritto, trasmesso e diffuso sulla nuova realtà maga che si è presa l’America, che l’uscita di un documentario sui mesi che hanno preceduto la vittoria alle urne potrebbe addirittura infastidire. Ma nel caso di “The Lunch. A Letter to America” dell’italiano Gianluca Vassallo, per poco ancora in sala, siamo molto lontani dal genere di reportage affrettati e cuciti in modo sommario, prendendo qualche testimonianza qua e là, e magari facendo commentare qualche politico o studioso che si diletta in dichiarazioni più o meno definitive.








