Rieccoli, quelli dell’app anti-Trump. Era il 3 aprile quando Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, dopo il primo annuncio di Donald Trump sui dazi - quello con la tabellina con le percentuali per ciascun Paese diffuso dal giardino della Casa Bianca - organizzarono un flash mob in piazza Montecitorio per presentare la loro risposta al presidente americano. Un’app, appunto. Per permettere al consumatore, in tempo reale, di individuare l’origine del prodotto da acquistare così, eventualmente, da boicottarlo in caso di provenienza americana. È allora che nasce ufficialmente la “Trump tax”. «Rifiutata da Apple», mise le mani avanti Bonelli, ma disponibile (buon per lui) per il sistema Android.

Adesso, dopo l’accordo scozzese tra l’amministrazione Usa e l’Unione europea, Bonelli&Fratoianni ci riprovano. E in nome dell’applicazione anti-Donald invitano gli italiani a boicottare tutte le merci americane. «Giorgia Meloni ha preso in giro gli italiani con la sua presunta special relationship con Trump. Per questo invitiamo i cittadini a non comprare prodotti made in Usa. Li aiuteremo con la nostra applicazione TrumpTax.eu, che consente di identificare con il telefonino il luogo di produzione dei beni che si intendono acquistare». E magari presto arriverà l’aggiornamento promesso ad aprile: la presenza di un’app con «la possibilità di dirci non solo dove è stato prodotto quello che compriamo, ma anche con quali garanzie per chi lavora».