Storia breve delle Amministrative in Emilia-Romagna: centrodestra diviso frustrato e sfiduciato, centrosinistra a valanga nelle tre città – in diverso modo – traumatizzate (Imola, in maniera minore, dalla perdita della Formula 1; Faenza dalle alluvioni infinite; Cervia dallo scandalo giudiziario costato lo scranno al primo cittadino Pd uscente). Emergono quindi con forza due dati. Il primo è che è sì una vittoria dem, ma c’è una fortissima spinta civica nel centrosinistra. Chiamiamolo ‘effetto Zaia’, chiamiamola ‘apertura ai moderati’, ma Marco Panieri con la sua lista ‘personale’ Imola Corre supera il 22% e oscura gli alleati, a Faenza Massimo Isola trova il 9% da Faenza Cresce e il 6% da Faenza Pop: tutti segnali che alle amministrative 2027, quelle che coinvolgeranno Bologna, non potranno essere ignorati.

Il secondo è che il centrodestra diviso ha sempre perso: travolto a Imola, alleggerito a Faenza e Cervia, costretto al ballottaggio a Comacchio dove è arrivato terzo il primo cittadino uscente fuoriuscito con Patto per il Nord dalla coalizione.

Ecco, in tutte queste partite merita un approfondimento la situazione di Cervia, che è poi la città del presidente della Regione Michele de Pascale e che ha attraversato la dolorosa vicenda di Mattia Missiroli. Il sindaco dimissionario, anzi dimissionato dal suo stesso partito e su cui il Pd – e con esso il governatore, più volte tirato in ballo nella vicenda – si giocava davvero la faccia. Cervia poteva, o forse doveva, essere il Comune più contendibile: così non è stato. I cittadini hanno premiato l’apertura di Mirko Boschetti e di fatto legittimato l’operato del Partito Democratico che, alla scelta di Missiroli di resistere, aveva optato per la deflagrazione del consiglio comunale. Fatto sostanzialmente inedito e non senza conseguenze, anche personali. Ma la politica è prima di tutto amicizia civile.