Pedro Sanchez è sbarcato a Roma deciso a promuovere la Spagna ai vertici di due delle tre agenzie Onu che hanno sede nella città eterna, Fao e Ifad. Lasciati a Madrid i grattacapi che coinvolgono il suo predecessore José Luis Zapatero per il caso Plus Ultra, il premier spagnolo ha inaugurato proprio alla Food and Agriculture Organization la sua visita di due giorni che includerà anche l'udienza in Vaticano con papa Leone XIV, ma non un incontro con Giorgia Meloni nonostante i tentativi congiunti di trovare uno spazio in agenda a margine degli impegni romani di Sanchez.

Intervenuto a un evento della Fao, nell'ambito della Food Week 2026, Sanchez è andato dritto al punto e rilanciato il nome del suo ministro dell'Agricoltura, Luis Planas, alla successione del direttore generale della Fao, il cinese Qu Dongyu, che dopo due mandati lascerà l'incarico nel 2027. Incarico per il quale l'Italia ha già ufficializzato la candidatura di Maurizio Martina, attuale vicedirettore dell'organizzazione. Il governo italiano rivendica per il Paese "lo spazio che merita per il peso e la forza economica" che ha, ha chiarito il ministro Francesco Lollobrigida, a margine del Consiglio Agrifish a Bruxelles, mentre a livello europeo si valuta di presentare un candidato unico. "A febbraio abbiamo concordato che" la leadership della Fao "è una posizione strategica per l'Unione. Abbiamo convenuto che sarà importante per noi avere un candidato europeo. Le discussioni sono ancora in corso, stiamo parlando con gli Stati membri", ha dichiarato la ministra cipriota dell'Agricoltura, Maria Panayiotou, in veste di presidente di turno.