Crescono gli omicidi commessi da minori in Italia, aumentati di oltre il 150% in un anno, con un'impennata in cui è difficile distinguere tra malattia, sostanze, fragilità e crisi educativa. A cambiare è anche la natura della violenza: meno legata a contesti organizzati e sempre più spesso espressione di fragilità individuali, che hanno a volte nell'uso combinato di droghe tra gli elementi scatenanti. Mentre cambiano le dinamiche della violenza, il sistema fatica a rispondere, con servizi di salute mentale che non hanno le forze per intercettare precocemente il disagio. L'allarme arriva dal congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria e Psicopatologia Forense (Sippf), ospitato ad Alghero. Complessivamente il numero degli omicidi in Italia continua a diminuire, con un calo del 72% in dieci anni, secondo l'analisi basata sui dati della Criminalpol e delle relazioni per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026. Tuttavia il numero di minori che si macchiano di questo reato è in controtendenza: è passato, da 14 casi del 2023 a 35 casi del 2024, arrivando a rappresentare il 12% del totale. "Negli ultimi anni gli omicidi commessi da minori hanno registrato un aumento significativo, passando da fenomeno episodico a segnale strutturale di trasformazione del disagio giovanile", spiegano i presidenti Sippf, Eugenio Aguglia e Liliana Lorettu. In molti casi, evidenziano, "la violenza rappresenta il primo segnale visibile di una fragilità psichica che non era stata diagnosticata". Accanto a questo, c'è una componente culturale e sociale: sempre più spesso, evidenziano gli psichiatri, i minori si identificano in modelli relazionali e sottoculturali che normalizzano aggressività, sopraffazione e assenza di empatia. Uno degli elementi rilevanti riguarda poi il ruolo delle sostanze. In particolare, l'uso combinato, o poly-drug use, di cannabinoidi sintetici, alcol e combinazioni di farmaci può agire come fattore scatenante, amplificando comportamenti impulsivi", spiega Massimo Clerici, presidente della Società di Psichiatria delle Dipendenze. Questo, precisa, "rende difficile distinguere tra vizio di mente e stato di alterazione transitoria andando a incidere sull'imputabilità". A questo si aggiungono le difficoltà dei servizi di salute mentale territoriali di intercettare il disagio giovanile, specie nella fascia 16-18 anni, dove spesso si crea un vuoto assistenziale tra l'età evolutiva e quella adulta. Così come mancano percorsi integrati tra psichiatria, servizi per le dipendenze e sistema giudiziario. Di conseguenza, tra il 2023 e il 2024, la presenza media negli Istituti penali minorili è cresciuta del 30,9%. Ma, "non basta intervenire dopo il reato - concludono gli esperti Sippf - serve una capacità di diagnosi precoce che oggi non abbiamo. Altrimenti continueremo a leggere questi dati come fatti di cronaca, senza coglierne il significato clinico, educativo e sociale". Il rischio, altrimenti, è che "il carcere diventi un contenitore di disagio psichico".
Malattia, droghe e fragilità, crescono omicidi tra minori - Stili di Vita - Ansa.it
Crescono gli omicidi commessi da minori in Italia, aumentati di oltre il 150% in un anno, con un'impennata in cui è difficile distinguere tra malattia, sostanze, fragilità e crisi educativa. (ANSA)






