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Redazione Salute

Negli ultimi 12 mesi gli omicidi commessi da minori in Italia sono aumentati di oltre il 150%, passando da 14 a 35 casi e arrivando a rappresentare circa il 12% del totale, secondo i dati del Servizio Analisi Criminale (Criminalpol) e delle relazioni per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026

«Non siamo di fronte solo a un problema di sicurezza – spiegano i presidenti SIPPF, gli psichiatri Eugenio Aguglia e Liliana Lorettu – ma a un cambiamento nella qualità del disagio. In molti casi la violenza rappresenta il primo segnale visibile di una fragilità psichica che non era stata diagnosticata». Secondo i dati disponibili, anche la percentuale di vittime minorenni è in aumento, mentre il dato complessivo degli omicidi in Italia continua a diminuire. «Un paradosso che conferma come la criminalità minorile rappresenti oggi un ambito in controtendenza – proseguono –. Negli ultimi dieci anni, infatti, gli omicidi totali nel Paese sono diminuiti drasticamente – in particolare quelli legati alla criminalità organizzata, calati fino al 72% – mentre la componente minorile rappresenta oggi l’unica voce in crescita».

Il ruolo delle sostanzeUno degli elementi più rilevanti riguarda il ruolo delle sostanze. «L’uso di cannabinoidi sintetici, alcol e combinazioni di farmaci può agire come fattore scatenante, amplificando comportamenti impulsivi o determinando stati di alterazioni comportamentali difficili da distinguere, sul piano clinico e giuridico - spiega Massimo Clerici, psichiatra e presidente della Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze -. Oggi ci troviamo per questo sempre più spesso di fronte a quadri in cui è complesso distinguere tra disturbo psichiatrico, effetto di sostanze e responsabilità penale, ed è proprio questa zona grigia a mettere in difficoltà sia la psichiatria forense sia il sistema giudiziario». In particolare, l’uso combinato di sostanze (poly-drug use), in particolare cannabinoidi e mix di nuove sostanze psicoattive, può agire come «attivatore» sintomatologico, in particolare psicotico, contribuendo a rendere ancora più complessa la valutazione peritale tra vizio di mente e stato di alterazione transitoria.