Leonarda Alberizia torna in Italia. L’attivista di Albugnano arrestata in Libia durante una missione per portare aiuti umanitari a Gaza ripartirà oggi da Tripoli per tornare in Italia insieme agli altri volontari fermati a Sirte e portati a Bengasi. Gli attivisti dovrebbero transitare via Instanbul e arrivare all’aeroporto di Roma Fiumicino domani mattina alle 9,30. Alberizia, educatrice in pensione, era partita con la missione via terra della Global Movement to Gaza quando il convoglio era stato bloccato nell’Est della Libia dai miliziani di Haftar. Dopo alcuni giorni di accampamento del deserto, la donna insieme a una delegazione di volontari aveva tentato di raggiungere Sirte per chiedere di far passare gli aiuti umanitari. Ma sono stati arrestati con l’accusa di ingresso clandestino. Gli ultimi contatti con l’Italia risalgono alle 15,22 di domenica. La Farnesina era entrata in contatto con le autorità libiche e il console a Bengasi, Andrea Filippo Colombo, è in attesa di notizie per poter effettuare la visita consolare ai due italiani in arresto.

L’appello al presidente Cirio Molte le reazioni. Gli esponenti di Avs hanno chiesto alla Regione di intervenire, per sollecitare un immediato rilascio. «La nostra preoccupazione per lei e per gli altri e le altre attiviste arrestate è massima. Chiediamo – ha affermato Alice Ravinale, capogruppo a palazzo Lascaris di Alleanza Verdi e Sinistra - al presidente Alberto Cirio di attivarsi urgentemente con il Ministero e il governo perché venga subito liberata e che il Piemonte non abbandoni missioni umanitarie, come la Flotilla o il Global Covoy, in cui persone comuni si mettono in gioco con generosità nel nome dell'umanità, facendo ciò che i governi complici della violenza di Israele continuano vergognosamente a non fare». Un appello a cui si sono associati anche gli attivisti del Coordinamento Asti Est, movimento per il diritto alla casa attivo in sostegno della Palestina: «Chiediamo alla sindaca di Albugnano, al presidente della Provincia di Asti e al presidente della Regione di premere sul governo nazionale perché si attivi ai massimi livelli e ottenga la liberazione di Dina Alberizia e di tutti gli altri». Gli ultimi contatti La scorsa domenica Leonarda e Domenico Centrone, 33 anni di Molfetta, erano stati fermati dai soldati di Haftar mentre con il Global Sumud Convoy stavano tentando di raggiungere a piedi il valico di Rafah. Il suo convoglio, partito dal Marocco, era rimasto fermo per circa una settimana, non lontano da Sirte. Un convoglio composto da trenta mezzi, dieci pullman, quindici ambulanze e cinque camion attrezzati. Le autorità libiche non intendevano autorizzare il transito, così il gruppo ha tentato di superare il blocco, ma è stato fermato dai miliziani. Gli attivisti hanno intavolato una trattativa per ottenere un lasciapassare ma da quel momento in poi sono scomparsi. Coordinatrice del momento Alberizia è attiva per la causa palestinese da anni e ricopre il ruolo di coordinatrice del movimento. «Non riesco a non fare qualcosa per fermare il genocidio a Gaza e le violenze in Cisgiordania. Abbiamo sotto gli occhi la violazione continua del diritto internazionale da parte di Israele e il nostro governo continua a sostenerlo», aveva raccontato pochi giorni fa mentre era nell’accampamento nel deserto libico.