Il conto alla rovescia è quasi esaurito e la crisi abitativa sul polo universitario di Imperia si avvia verso il punto di rottura. A meno di una settimana dalla scadenza dei contratti fissata per il 31 maggio, sessanta studenti– in larga parte internazionali, iscritti a Ingegneria Informatica in lingua inglese– vedono materializzarsi lo spettro dello sfratto in piena sessione di esami.
Dopo i primi allarmi dei giorni scorsi, la mobilitazione per giovedì 28 maggio alle 10:30 sotto la sede centrale di Aliseo a Genova, in via San Vincenzo, si allarga. Al fianco di Sinistra Universitaria – UDU e Genova Che Osa scendono in campo anche i militanti di Cambiare Rotta e del sindacato inquilini A.S.I.A., unendo le diverse anime del movimento studentesco in un unico fronte di protesta. “Regione e Aliseo hanno fallito” è la categorica denuncia delle sigle studentesche e della società civile, il caso imperiese è diventato il simbolo di un cortocircuito strutturale.
Per sopperire alla totale assenza di studentati pubblici, Aliseo aveva tentato la carta dei contratti con affittacamere privati. Una pezza che si sta lentamente sgretolando sotto il peso della speculazione legata alla stagione balneare e con la scadenza dei contratti a fine maggio, i proprietari hanno scelto la via della redditività turistica e degli affitti brevi, rifiutando i rinnovi. "Non si può continuare a internazionalizzare i corsi senza garantire condizioni minime di dignità abitativa" attaccano UDU e Genova Che Osa, puntando il dito anche contro l’immobilismo della Fondazione P.U.PO.LI e il totale abbandono del progetto di recupero del vecchio edificio Asl che avrebbe dovuto ospitare i ragazzi.











