Abbiamo acquistato e assaggiato dodici confezioni di riso Arborio disponibili nella grande distribuzione per scoprire quale vale davvero la pena mettere nel carrello. Con l'aiuto di un esperto del settore risiero, abbiamo valutato forma, profilo aromatico e tenuta in cottura di ogni campione, stilando una classifica che va dall'eccellenza di Alce Nero fino ai prodotti meno convincenti. Perché anche al supermercato, con il riso giusto, un buon risotto è possibile.
Indice
Perché vale ancora la pena sceglierloCome riconoscere il riso buonoI migliori riso ArborioLa fascia mediaIl resto della classificaLa classifica finale
Trovare un riso di qualità al supermercato è possibile, e l’Arborio ne è la prova più convincente. Versatile quanto basta per muoversi con disinvoltura dalle minestre invernali ai grandi classici della cucina italiana, risotti, supplì, timbali; questa varietà a chicco lungo e semitondo nata nel Vercellese nel 1946, per intuizione dell’agronomo Domenico Marchetti, ha attraversato decenni di storia gastronomica senza perdere la propria identità. Non sempre, però, è stata trattata con il rispetto che merita: la grande distribuzione l’ha spesso relegata al ruolo di “riso da insalata”, una semplificazione commerciale che ne ha banalizzato il profilo e oscurato le qualità reali.






