GAIARINE (TREVISO) - Si sono sentiti braccati e, mentre il cerchio intorno a loro si andava facendo sempre più stretto, hanno deciso di uscire allo scoperto andando a costituirsi. «Non volevamo scatenare il panico - hanno detto - stavamo imitando la scena di un film con delle scacciacani». Sono i due giovani autori degli “spari” davanti alla chiesa che ad aprile erano stati uditi nella notte da un residente nella frazione di Albina. Al mattino erano stati trovati di bossoli nei pressi della chiesa parrocchiale, un fatto che aveva impensierito e preoccupato non poco i residenti.

Le indagini

Le forze dell’ordine si erano subito messe in caccia degli autori, andando a setacciare le immagini delle telecamere di videosorveglianza, mettendo in campo un innovativo sistema di controllo. Un lavoro certosino che alla fine aveva dato suoi frutti: i filmati avevano restituito i fotogrammi con due giovani, vestiti con la classica felpa ed il cappuccio tirato sulla testa, colti sul fatto di mirare alla porta della chiesa e di sparare. Immagini che erano state diffuse da tutta la stampa locale e, ovviamente non c’erano soltanto quelle pubblicate nei giornali. Le forze dell’ordine infatti stavano analizzando in modo certosino i filmati disponibili, ormai era questione di ore per dare un’identità agli autori del gesto. Così i due giovanissimi, sentendosi braccati, hanno deciso di costituirsi spontaneamente. Ieri, martedì, il sindaco Diego Zanchetta li ha incontrati, sono mortificati e si sono scusati per la bravata commessa.