MOGLIANO (TREVISO) - «Ho visto un ragazzo a terra mentre gli altri lo prendevano a calci e pugni. Sono corso per cercare di sedare gli animi, urlando per allontanarli. Poi ci sono stati gli spari. A quel punto, io e altri passanti ci siamo rifugiati all'interno del market». Fatica ancora a credere a quello che è successo Maurizio Gatti, commerciante nel quadrante di via Svevo. Dalla sua vetrina di fronte ai parcheggi, ha visto consumarsi la violenza lunedì pomeriggio e ha deciso di intervenire.

«Non siamo abituati a situazioni simili qui», dice. «Io ero tra i pochi esercizi aperti - aggiunge Sara dell'agenzia Mai Soli appena accanto - Non avevo compreso cosa stava succedendo, poi ho sentito i colpi e mi sono preoccupata. A quell'ora uscivano gli studenti». La sparatoria, infatti, è avvenuta a pochi passi dal Liceo Berto e dalle scuole medie. Ma per altri, il fatto non è inaspettato. «A maggio avevamo lanciato l'allarme - ricorda Paolo Meneghetti, presidente dell'associazione dei commerciantiMogliano da Vivere -, chi come noi commercianti vive la città ogni giorno sa riconoscere quando le cose stanno prendendo una piega sbagliata. Lo si vede dalle piccole cose, da nuove presenze sospette, dall'aumento dei rifiuti abbandonati e il progressivo diminuire del passeggio nelle zone più colpite».