TREVISO Le urla gioiose dei bambini attraversano il prato, mentre una bicicletta passa lentamente accanto alla chiesa. Ci sono mamme che spingono i passeggini, sul campetto alcuni ragazzi rincorrono un pallone e a fare da sottofondo, a queste scene di ordinaria quotidianità, la musica messa dai ragazzi del Crest. La fotografia che gli occhi scattano dell’oratorio della parrocchia San Bartolomeo fa capire perché quel luogo sia considerato “una casa tra le case”, parole con cui il parroco don Francesco Filiputti ha voluto definire gli spazi adiacenti alla chiesa come risposta concreta al disagio, al bullismo e alla solitudine dei più giovani. Eppure in quel luogo aperto, in cui la violenza dovrebbe essere una cosa lontana, proprio don Francesco è stato aggredito lunedì pomeriggio da un 16enne.
L'aggressione
Erano circa le 16.30. Nei pressi dell’oratorio un gruppetto di adolescenti tra i 16 e i 17 anni aveva con sé alcune pistole ad acqua, riempite alla fontanella della parrocchia. Don Francesco aveva già chiesto loro di smettere. Non soltanto per il costo dell’acqua, sostenuto dalla chiesa, ma perché in passato gavettoni e giochi simili avevano lasciato il piazzale allagato e creato problemi. «Ho chiesto con tranquillità di non utilizzare le pistole ad acqua, perché l’acqua è preziosa e quella fontanella dovrebbe servire soprattutto per bere - ricostruisce il parroco -. Uno dei ragazzi l’ha riempita comunque. Gliel’ho presa, ho svuotato il serbatoio sull’erba e gli ho restituito la pistola, dicendogli che avrebbe potuto riprendere il contenitore più tardi, passando dal mio ufficio». A quel punto è intervenuto il proprietario della pistola, un altro ragazzo del gruppo. Il sacerdote, per evitare che il confronto degenerasse, si è allontanato. È stato allora che il giovane lo ha raggiunto alle spalle. «Mi ha afferrato per il marsupio che portavo a tracolla e mi ha colpito con tre ginocchiate alla schiena - racconta -. Sono caduto e per alcuni momenti non riuscivo a respirare né a rialzarmi. Non mi sono difeso e ho gridato aiuto». Un adulto che in quel momento passava di lì, è intervenuto e con forza ha separato il ragazzo dal parroco. Sul posto sono arrivati i carabinieri e l’ambulanza. Don Francesco è stato accompagnato al pronto soccorso e dimesso in serata con una prognosi di alcuni giorni per le lesioni e le contusioni riportate.








