HomeFerraraCronaca"Oratorio chiuso tre giorni su sette. I nostri figli giocano sul marciapiede"Mezzogoro, la segnalazione di un gruppo di genitori e nonni. Mancano educatori che aiutino il parroco«Siamo pronti a collaborare con chiunque affinché i nostri ragazzi possono tornare a fruire dell’oratorio», dicono i genitoriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBimbi costretti a giocare sul marciapiede vicino alla strada, con rischio che se la attraversano di corsa possa succedere l’irreparabile, e un oratorio chiuso, che prima li ospitava in piena sicurezza. E’ la denuncia di alcune mamme e qualche nonna, della situazione che si sta verificando a Mezzogoro, la frazione di Codigoro, dopo la decisione del parroco don Massimiliano Chioppa, giunto a settembre, chiedendo un ambiente più disponibile ad accogliere i bambini. Alcune mamme si dicono dispiaciute che un luogo di ritrovo sempre frequentato negli anni precedenti sia diventato molto spesso chiuso e inaccessibile.
"Questa settimana c’è un cartello che indica come l’oratorio su 7 giorni sia aperto solo in 4 occasioni, per per complessive 10 ore in tutto, quindi 3 giorni chiusi e la mattina mai aperto".
"Dietro la chiesa c’è un campetto da calcio, ma è chiuso come l’oratorio, dove si possono trovare calcio balilla e tavolo da ping pong – aggiunge una nonna –. Siamo disposti a firmare un’assicurazione che esoneri il sacerdote da ogni responsabilità, mentre lui non è presente, purché i nostri nipoti o i bimbi, che sono complessivamente oltre una ventina che frequentavano, possano continuare a farlo". Forse occorrerebbe organizzare un incontro fra questi genitori e nonni col sacerdote al fine di chiarire questa spiacevole situazione e far tornare i bambini a poter giocare all’interno di un luogo che sia sicuro. Tutti gli oratori, qualora non abbiano la presenza di un educatore o di un genitore che possa vigilare su coloro che lo frequentano, vengono chiusi dai sacerdoti. Una scelta non dettata dal non voler stare assieme ai bimbi o altro, ma solo dal non dover rispondere civilmente o penalmente nel caso qualche bambino si faccia male.








