HomeMilanoCronacaOratorio, calcio, parco: "Sono cresciuti qui. Non erano scapestrati"I ragazzi del muretto - come li chiamano - frequentavano la chiesa "Ci mancheranno. Nessuno giudichi loro né le loro famiglie...".L’oratorio di Calderara la zona di Paderno dove erano cresciuti le vittime dello schiantoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciErano i ragazzi di Calderara. "Sono cresciuti qui in oratorio. Riccardo e Lollo hanno iniziato a giocare a calcio su quel campetto. Ero amico di Lorenzo. Era divertente, un ragazzo d’oro. Mi mancherà", dice un coetaneo prima di entrare ai centri estivi all’ora di pranzo.

Tutta la comunità pastorale di San Giovanni Paolo II è in lutto. "Brave famiglie, ragazzi tranquilli – racconta Manuela Vettorato, che gestisce da cinque anni il circolo bar Acli di via Vivaldi, proprio accanto alla chiesa –. Non erano adolescenti scapestrati. Anzi. Proprio non mi sento di giudicare loro né le loro famiglie. È stata solo una tragedia, che ci lascia tutti sgomenti". I giovani in oratorio, i nonni nel locale a fare la partita a carte e a passare del tempo in compagnia, sempre con la gente del rione.

"Lorenzo era figlio unico. I genitori avevano impiegato tanto per averlo – rivela Manuela –. Vivevano letteralmente per lui, erano molto orgogliosi del loro ragazzo. Non oso immaginare il loro dolore. Saranno devastati". Una vita semplice, di quartiere, quella dei ragazzi di Calderara, “i ragazzi del muretto“ come li chiamava qualcuno. L’oratorio, gli allenamenti di calcio a Cormano, i pomeriggi ai giardini pubblici di via Mascagni, dove poco distante abitava Riccardo Provasi, primo di tre figli. Nel centro del quartiere, in via Toscanini, i nonni avevano un negozio di scarpe. In quelle vie anche la casa della famiglia Benin, che gestisce un’impresa di antifurto.