Due donne di Safi, città sulla costa del Marocco affacciata sull’Atlantico, si tengono per mano dinanzi alla loro casa distrutta. I colori vivaci dei loro abiti contrastano con le tonalità scure del fango. L’immagine è una delle 38 fotografie del fotoreporter napoletano Salvatore Esposito in esposizione dal 27 maggio fino al 27 giugno al Dipartimento di architettura (Palazzo Gravina) dell’università Federico II per la mostra “Mediterraneo” dedicata ai cambiamenti climatici e all’impatto sui luoghi e sulla vita delle persone.

La mostra è uno dei momenti culminanti di un ampio studio sul cambiamento climatico condotto nell’ambito del progetto Sulieia finanziato dal ministero dell’Università e della ricerca per il programma transnazionale Tne 2023 coordinato dalla Federico II e che coinvolge 33 università straniere e 4 italiane.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sul profondo e visibile impatto dei cambiamenti climatici su ecosistemi, comunità e paesaggi culturali. Esposito, pluripremiato fotoreporter che ha pubblicato sul National Geographic e altre importanti riviste, si è concentrato su alcune località in quattro nazioni: un sito costiero in Spagna, le isole Kerkennah in Tunisia dove la desertificazione e la scarsità d’acqua sono sempre più evidenti, e poi le aree di Marocco e Italia dove l’aumento delle temperature e gli eventi meteorologici estremi stanno rimodellando gli ambienti naturali e urbani.