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Francesca Cibrario

Il presidente del Cavallino rampante: avvicineremo nuovi acquirenti a questo modello

Accostare le parole Ferrari ed elettrico poteva sembrare un azzardo. Eppure John Elkann ha fortemente voluto la Luce. «È importante che Ferrari in ogni momento riesca a interpretare il domani in un modo coraggioso — spiega il presidente di Ferrari — e cerchi di fare quello che non è mai stato fatto. Il progetto è partito cinque anni fa: vivevamo la fase di insicurezza del Covid e, per noi, è stato importante ancorarci alla certezza di voler contribuire al futuro con qualcosa di innovativo, non necessariamente un’auto elettrica. Così abbiamo usato tutto l’arsenale di tecnologia che oggi esiste».Ed è nata Luce. Ma come la prenderanno i puristi?«Per noi è importante offrire Ferrari diverse per clienti e per momenti differenti. Per questo ci sarà chi si appassionerà e chi sarà più scettico.Ma penso anche che riusciremo ad avvicinare chi non avrebbe mai immaginato di acquistare una Ferrari».

Il collettivo di designer Lovefrom lo ha cercato lei?«Sono stati grandissimi partner in un esercizio non facile. Però è una scelta che ha pagato e ha permesso a tutti di imparare e di stimolarsi a fare meglio. Tutto quello che abbiamo realizzato insieme nasceva da esigenze funzionali: l’obiettivo non era necessariamente fare la macchina più bella, ma la Ferrari più performante possibile, usando il design per farlo».