«Siamo ben attrezzati per il futuro» e «aggiungerei, mi sento di dirlo, che oramai tutte le strade portano a Siena».
Scherza il ceo di Montepaschi Luigi Lovaglio, nella prima uscita pubblica al congresso nazionale della Uilca a Venezia da quando lo scorso 15 aprile è stato rinnovato per un nuovo mandato alla guida di Rocca Salimbeni.
Dopo un inizio di difficile composizione per i contrasti nel board a causa della presenza di ex consiglieri eletti nella lista del cda uscente sostenuta dal costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone il banchiere cerca di minimizzare: «Voi mi chiedete se c’è stata o c’è (la concordia, ndr) e io vi dico che c’è».
Il nuovo consiglio del Montepaschi è formato da una maggioranza di otto membri espressione della lista promossa dal socio Pierluigi Tortora e risultata vincente nell’assemblea e da sei rappresentanti espressione della lista messa a punto dal precedente cda oltre che da una consigliera rappresentante dei gestori di Assogestioni.
Le prime due riunioni di insediamento, con le nomine dei comitati endoconsiliari, sono state caratterizzati da tensioni e scontri, resi pubblici anche nelle motivazioni delle dimissioni del consigliere Fabrizio Palermo, uscita preceduta da quella di Carlo Vivaldi, consigliere della lista del board e dichiarato decaduto in quanto anche membro del board di Banca Mediolanum.









