La prima avventura elettorale di Rocco Casalino, ex portavoce di Palazzo Chigi durante i governi Conte, non è andata come sperato: alle elezioni comunali di Ceglie Messapica (Brindisi) Casalino non è stato eletto consigliere nonostante le 246 preferenze. Il M5s ha superato, di poco, il Pd in città. Ora Casalino può puntare a una candidatura nazionale nel 2027.

Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Rocco Casalino non ce l'ha fatta: alle sue prime elezioni da candidato, le amministrative di Ceglie Messapica, in Puglia, l'ex dirigente del Movimento 5 stelle, già portavoce di Palazzo Chigi quando vi sedeva Giuseppe Conte e oggi direttore del giornale online La Sintesi, non è riuscito a farsi eleggere consigliere comunale. "A Ceglie Messapica ha vinto il centrodestra, come era ampiamente prevedibile, considerando che la città è amministrata da una giunta di centrodestra da 16 anni e che quell’area politica è storicamente molto radicata sul territorio", ha commentato Casalino.

L'esito generale è stato netto: il candidato di centrodestra Angelo Palmisano si è preso il 67% dei voti, contro il 33% della sconfitta Agata Scarafilo. Il pentastellato, che aveva lasciato il M5s a novembre dello scorso anno, ha rivendicato il risultato personale: 246 preferenze, su circa 3.300 elettori che hanno scelto la coalizione di minoranza. Numeri che però non bastano per l'elezione. Nella sua lista, Movimento 5 stelle – Uniti si cambia, è stato superato da Isabella Vitale, consigliera uscente che ne ha prese 350. Sarà lei quindi a sedere in Consiglio comunale. Casalino ha insistito su un "dato politico positivo", cioè che a Ceglie "non si era mai presentata una lista del Movimento 5 Stelle. Questa mia iniziativa ha quindi permesso, per la prima volta nella storia della città, la presenza di una lista M5S alle elezioni comunali". Lista che è anche risultata la più votata, nella coalizione del campo largo. Con i suoi mille voti (l'11% cittadino) ha superato il Partito democratico e anche la civica di Scarafilo.