I sette attivisti italiani violentemente sgomberati ieri dalla zona cuscinetto nei pressi di Sirte potrebbero tornare già oggi in Italia. Non hanno ricevuto fogli di via, ma per precauzione avrebbero deciso di lasciare il Paese il prima possibile. Picchiati e costretti con la forza a salire sugli autobus e abbandonare l’area in cui per oltre una settimana sono rimasti accampati, nella notte sono stati scortati dalle milizie fino a Misurata. Da lì hanno poi proseguito verso Tripoli, dove sono arrivati questa mattina attorno alle sei.
“Picchiati per costringerci a salire sui bus”
“È stata una nottata complessa, l’operazione di ieri è stata estremamente violenta e inattesa. Non ci hanno dato neanche margine per intavolare una trattativa”, spiega Marco Contadini, uno degli italiani del Land Convoy. Nella serata di ieri, un gruppo di milizie è arrivato all’accampamento di tende messo su dai circa 250 attivisti della carovana umanitaria e ha iniziato a spintonarli e picchiarli per costringerli a salire sugli autobus. “Ci hanno preso a schiaffi e pugni, non abbiamo neanche avuto il tempo di mostrare i passaporti. Con alcuni sono stati particolarmente duri, soprattutto con gli esponenti del comitato direttivo. Ci sono stati dei feriti, ma non tra gli italiani, noi – sottolinea – stiamo tutti bene”.











