La corsa dei data center e dell’AI sta spingendo il fenomeno delle speculative grid connection applications, le richieste speculative di capacità elettrica.

In altre parole, le domande di connessione sono largamente superiori alla reale messa a terra dei progetti.

Il caso di Terna è emblematico: le richieste hanno superato gli 80 Gigawatt, ma se si chiede all’ Ida, l’Associazione Italiana del settore, quanti ne arriveranno davvero al traguardo nel 2028, la risposta è lapidaria: appena uno.

Molti Paesi europei si stanno attivando contro la ghost capacity e la Commissione Ue sta lavorando a misure per sfoltire le code di connessione, liberare capacità e dare priorità ai progetti concreti, mentre la Gran Bretagna adotterà dei provvedimenti entro il 2026.

«Anche in Italia servirebbe un sistema che selezioni gli operatori seri», afferma Carlo Matildi, managing director in Italia di Turner & Townsend, gruppo specializzato nel project e cost management nel real estate, infrastrutture ed energy, con particolare focus sui data center come settore di punta a livello globale ATEX_TAB.