Gli ultimi dati di Terna registrano 509 richieste di connessione alla rete per quasi 90 Gigawatt da parte dei data center. «Non tutta la pipeline si tradurrà in progetti operativi, ma questi numeri evidenziano chiaramente la pressione crescente sulla rete elettrica», premette Federico Rocchetto, head Tmt & H Ing Italia, con MF-Milano Finanza. «La sfida oggi è far crescano insieme infrastruttura digitale ed energetica .

Serviranno investimenti sulla rete, maggiore capacità di accumulo, sistemi di gestione intelligente della domanda e pianificazione più distribuita sul territorio».In attesa del nucleare la strada passa per un mix di rinnovabili, contratti Ppa (Power Purchase Agreement), sistemi di accumulo e generazione onsite. «Sempre più operatori stanno investendo direttamente in capacità energetica dedicata, soprattutto solare», spiega Rocchetto, facendo l"esempio dei grandi hyperscaler. «In alcuni casi vediamo data center costruiti direttamente vicino agli impianti di produzione energetica, proprio per aumentare affidabilità ed efficienza».

Sempre dai dati di Terna arriva anche qualche segnale di potenziale decongestionamento della Lombardia, che conta richieste per 43,3 Gw. «Milano resta la destinazione privilegiata degli hyperscaler, ma è naturale che il mercato si stia progressivamente espandendo verso nuove aree, prossime ai principali distretti industriali e produttivi, come Torino, Bologna, il Nord-Est e Bari.