Si alza la tensione, in tema di riorganizzazione del settore cultura, nei rapporti tra sindacati e amministrazione. A dividere, tra le tante, è la delibera che secondo Usb prevederebbe «una drastica riduzione dell’orario di apertura del Museo dell’Emigrazione Italiana nei mesi estivi, con il passaggio da 6 a 3 giorni di apertura settimanale», è la denuncia del sindacato di base che segue le cooperative. Che oggi alle 14 ha convocato i lavoratori davanti a Palazzo Tursi, in Comune, per protestare sul caso specifico e in generale sul tema della «gestione delle cooperative nel settore cultura comunale».
Se l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha già fatto sapere incontrerà i rappresentanti sindacali, Usb punta il dito su «una scelta che avviene senza che vi sia stato alcun confronto con i lavoratori e le lavoratrici, né con il sindacato, né garanzie su occupazione e salari: abbiamo chiesto attenzione e fino ad adesso abbiamo ricevuto solo silenzio». «Stanchi», spiegano i sindacalisti di base, «di essere soggetti all’obbligo di rispettare le procedure di sciopero per i servizi essenziali, quando poi le amministrazioni aprono e chiudono a proprio piacimento i siti».
«Sono molto stupito che la ratifica della disposizione votata dal consiglio comunale oltre un mese fa, cioè la conferma di un provvedimento di bilancio già operativo e ratificato, crei oggi questo scalpore – risponde Montanari – Chi ora fa finta di ignorare come siano andate le cose conosceva benissimo una situazione che, nei fatti, è dovuta al cambio di modalità di gestione della Lanterna, inserita come appalto a carico dell'istituzione dei Musei del Mare, insieme a quella del Mei, nell'aprile del 2025, senza progettare adeguate modalità di sostenibilità economica».













