Andare oltre le norme
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Un momento del convegno di questa matina
Firenze, 26 maggio 2026 — L’intelligenza artificiale entra in cantiere non per sostituire l’uomo, ma per aiutarlo a tornare a casa sano e salvo. È questo il messaggio emerso questa mattina durante il convegno “L’intelligenza artificiale per la prevenzione degli infortuni nei cantieri”, ospitato a Firenze nella sede dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze, in piazza Stazione 50. Relatore dell’appuntamento è stato l’architetto Massimo Bonechi, che ha presentato il P.I.A.S.L.L. — Progetto di Intelligenza Artificiale di Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, un sistema pensato per usare le nuove tecnologie come strumento concreto di prevenzione nei cantieri temporanei e mobili. L’obiettivo è offrire ai lavoratori una risposta rapida, chiara e comprensibile quando si trovano davanti a un rischio. Il progetto nasce da una considerazione semplice e netta: nei luoghi di lavoro, soprattutto nei cantieri, sbagliare può accadere; mettere a rischio la propria vita e quella degli altri, invece, non deve succedere. Da qui l’idea di affiancare alla formazione e alle norme già esistenti uno strumento capace di collegare lavoratori, responsabili della sicurezza e figure di coordinamento attraverso immagini, audio, chiamate e sistemi digitali. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come tecnologie quali BIM, IoT e AI possano far dialogare il modello digitale dell’opera con sensori, dispositivi e algoritmi in grado di analizzare dati, prevedere pericoli e favorire interventi tempestivi. Un modo per rendere la prevenzione più attiva, più immediata e meno affidata al caso. Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema della comprensione linguistica nei cantieri, dove cresce la presenza di manodopera straniera. Il progetto punta infatti a fornire indicazioni immediate anche in più lingue, perché la sicurezza deve essere capita da tutti, non soltanto scritta nei documenti. Le leggi sulla sicurezza esistono e sono articolate, ma devono essere applicate con strumenti aggiornati, formazione continua e responsabilità condivisa. La tecnologia, in questa prospettiva, diventa utile solo quando resta al servizio delle persone. Come ha ricordato Bonechi: «È possibile sbagliare lavorando, mettere a rischio la propria vita e quella degli altri, no».
















