Nel 2017 Elon Musk sosteneva fermamente davanti alla National Governors Association che un piccolo lembo di deserto nel Nevada sarebbe bastato a coprire l'intero fabbisogno elettrico degli Stati Uniti. L'obiettivo storico di Tesla, sancito fin dal primo Master Plan del 2006, era accelerare la transizione globale verso un'economia elettrica e solare, eliminando la dipendenza dai combustibili fossili.
Tuttavia, le recenti strategie industriali del magnate mostrano un netto cambio di rotta, guidato dalla frenetica corsa all'intelligenza artificiale. Nel 2026, la sussidiaria xAI opera infatti attraverso 62 turbine a gas metano prive di autorizzazione definitiva tra il Tennessee e il Mississippi. Questi impianti servono ad alimentare il supercomputer Colossus, adibito all'addestramento dell'assistente virtuale Grok.
Secondo i dati relativi ai permessi ambientali, queste strutture potrebbero emettere oltre 6 milioni di tonnellate di gas serra all'anno. A rendere più controversa la situazione è l'andamento commerciale del software: Grok ha registrato un crollo del 60% nei download, scivolando al quinto posto nelle classifiche globali.
Elon Musk cambia strategia: ulteriori dettagli sul dietrofront










